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L’utilizzo del Faggio in cucina

legno

Il Faggio (Fagus sylvatica) è sicuramente una pianta simbolo delle Alpi e degli Appennini italiani. Una passeggiata in collina o in montagna è sufficiente per immergersi nei magnifici paesaggi dominati dalle faggete e dai loro colori, soprattutto in autunno quando dominano le tonalità calde del giallo e del rosso. Data la sua ampia diffusione, il faggio è stato largamente utilizzato dall’uomo per moltissimi usi, sia come legno per arredamenti e legna da ardere, sia in cucina con i suoi frutti, le faggiole. Sin dall’antichità i rami di questo albero erano presenti in ogni fascina trasportata a casa da chi necessitava di accendere un fuoco: sia nel camino per scaldarsi, compito che il legno di faggio svolge egregiamente, sia in stufe o forni a legna per preparare da mangiare per la famiglia.

Il legno del faggio è di facile lavorazione e si presta molto bene ad essere sfruttato per la costruzione di mobili e arredamenti, ed è inoltre largamente utilizzato per la costruzione di sedie: fu proprio grazie alle molteplici forme che può assumere il faggio in seguito ad opportune lavorazioni, che nacquero le famose sedie di Michael Thonet, simbolo dell’epoca vittoriana in Gran Bretagna. Data la facilità con cui possono essere create diverse sagome, il legno di faggio è largamente utilizzato anche per costruire pezzi d’arredamento e mobilia da cucina dai profili sinuosi, i quali non si potrebbero ottenere lavorando altri tipi di legno. Inoltre la sua facile reperibilità e i suoi costi contenuti ne fanno il materiale principe per la creazione di cucine componibili di moderna fattura, anche grazie alla comodità con cui, in seguito a trattamenti, il legno di faggio può acquisire ogni sorta di colori e tonalità.
Il faggio, oltre a permetterci di costruire un tavolo, ci permette anche di apparecchiarlo: i suoi frutti , le faggiole, sono infatti commestibili per l’uomo (a patto di rimuovere la parte esterna del frutto, il pericarpo, che è velenosa). In autunno possono essere cucinati come caldarroste oppure, una volta tostati, è possibile utilizzarli per ricavare un succedaneo del caffè, dalle simili proprietà stimolanti. I semi di questo albero, infine, ci offrono due ultimi regali da parte della natura. Da essi è possibile ricavare l’olio, utilizzabile in cucina come ottimo condimento in sostituzione dell’olio di oliva, ed estrarne delle essenze utilizzabili come rimedi naturali: la medicina popolare afferma che poche gocce di essenza di faggio possono addolcire le cattive maniere del peggior burbero del paese!